Capitolo X Deborah aveva trentadue anni e si poteva definire veramente una bella ragazza: quando sorrideva, e lo faceva spesso, due fossette si formavano sulle guance e qualche rughetta compariva intorno agli occhi a darle un’aria interessante. I capelli biondi sfioravano le spalle, allegramente spettinati. Portava con disinvoltura minigonne che valorizzavano le gambe affusolate e le piccole ginocchia rotonde; si muoveva con grazia ed era sicuramente consapevole del suo fascino, anche se questo non la rendeva così felice come avrebbe voluto. Aveva un cruccio che si portava dentro dall’età della ragione: l’avevano chiamata Deborah. E pensare che sua nonna, la mamma di sua mamma, si chiamava Matilde: l’unico nome che lei avrebbe voluto avere. Da bambina Matilde le suonava dolce e gentile

