Capitolo XIII

797 Parole

Capitolo XIII Alle otto e mezza nel bar di clienti non ce ne erano più, a parte i soliti quattro nella saletta. Ma lui era contento: avrebbe chiuso, rassettato in un lampo e poi sarebbe stato il paradiso. La vide entrare con la testa bassa. Troppo presto per il loro appuntamento. Aprì la bocca per parlare, ma rimase senza fiato. Aveva gli occhi gonfi, aveva pianto, si capiva benissimo. Non lo guardò in faccia e non lo salutò. Si diresse alla saletta e ricevette un sorriso sguaiato dal guardiano, come lo definiva lui nella sua mente. Rimase indeciso tra correre da lei o starsene in disparte come sempre. «Ciao, splendida Deborah!» la salutò l’uomo, squadrandola dalla testa ai piedi, come se la spogliasse. Care era rimasto immobile, dritto, gelato. Non riusciva a capire perché Deborah

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