Capitolo XVIII Vincenzino, MachinePistol lungo il corpo, uscì dalla saletta e si avvicinò al bancone. «Ciao Care. Grazie per la dritta e le chiavi!» E le riappese al muro. «Ciao caro» rispose il barista. «Grazie a voi per avermi spazzato via quella feccia.» E gli versò una generosa dose di Chivas, il massimo che c’era in quel bar. Vincenzino bevve d’un sorso. Poi alzò la MP. «Ci hai fatto eliminare una concorrenza veramente pericolosa: tutta la famiglia ti sarà grata. Però lo sapevi che non posso lasciarti vivo, amico mio. Non ce l’ho con te, ma le regole sono regole!» Il metallo, infilato nella cintura dei pantaloni, premeva sulla schiena di Care, gli occhi guardavano dietro le spalle di Vincenzino, mentre gli diceva con tono incolore: «Vincenzì, anche il mio mondo ha le sue rego

