Calliope.« La Musa che in aspetto serio è immersa in profonda meditazione, appoggia sulle ginocchia le tavolette incerate, dette da’ Latini pugillares e pinacides dai Greci, e sta colla destra alzata, che reggeva anticamente lo stilo, non so se disposta a segnare sulla cera le note dei suoi pensieri, o disposta a rivolgerlo per cancellare il già scritto, è senza dubbio la musa della Poesia. In questa attitudine appunto Laide incontrò nei giardini di Corinto il tenero Euripide, che stava componendo dei versi: e così forse il più privilegiato allievo di Calliope reggendo i pugillari sulle ginocchia, come canta egli stesso, sulle rive del paterno Mela scriveva quei carmi, che dovevano esser l’incanto di tutte le generazioni avvenire. Se dunque da Omero fin a Orazio i poeti han costumato di re

