Le querele, e lasciò la mesta donna In lacrime e timor. Le furie istesse D’Ifinoe e d’Amiton desta nei lari, Risuona tutta la città: raminghe Par che da Lenno debban gire, e sorge Ira, dolore: a gara ascolta e dice Le intese voci ognuna, e fede al danno Non v’ha chi neghi: di querele e gridi Empiono i templi, e sulle soglie i baci E sopra i letti raddoppiare, e fìsse Yi stan col pianto e colla vista. Alfine Lascian le case, e i talami infelici Non riveggono più: nel cielo aperto Stanno ammassate, e di dolore han gara, E d’orribili voti. A loro in mezzo Di Driope piange nell’immagin mesta Venere, e batte palma a palma, e grida: Le Sarmatiche case e i geli eterni Perchè negarci, o Sorte, e in mezzo al foco Della patria mirar fulmini e strage, Strage dei Numi? poiché gli a

