CAPITOLO TRENTADUE Una fredda e grigia luce mattutina illuminava la villa. Mentre i vigili del fuoco uscivano, dopo aver spento un grosso incendio all’interno della camera da letto, un’angosciante calma s’impadronì dell’edificio e delle persone che erano ancora al suo interno. I liceali erano ancora in lacrime, stringendosi insieme, disperandosi per la perdita degli amici che erano stati uccisi mentre erano vampiri, e che non sarebbero mai tornati alla loro forma umana. Per tutta la mattina, una serie di furgoni penitenziari erano andati e venuti, portando con sé i detenuti che erano rimasti umani, e con loro c’erano anche quelli che avevano assaporato per breve tempo il piacere di essere vampiri, prima di tornare umani. Anche diversi becchini erano andati e venuti, portando via tutti i
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