Samuel Non ero riuscito a combinare nulla di buono, la mia testa ritornava sempre a quella scena… le sue mani sulla sua schiena, il modo in cui la guardava… ah Cazzo! Tolsi gli occhi e mi massaggiai le tempie. Quando sollevai lo sguardo mi accorsi che erano le otto di sera e ancora il mio sedere era sul divano del mio fottuto ufficio. Presi il telefono e chiamai l’unica persona su cui avrei potuto sfogare la mia frustrazione. “ Che piacere sentirti fratello, dimmi di grazia qual è la tragedia?” sbuffai per l’ilarità di quello stronzo “ deve esserci per forza una tragedia per chiamare il proprio fratello?” la sua risata mi indispose “ Hai finito?” sghignazzò ancora qualche secondo “ Ok, ok scusa non ho resistito! Per rispondere alla tua domanda si caro il mio piccolo Samuel, quando

