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2028 Parole

Alice però era libera. Si appoggiò a Gus, che la strinse forte a sé, prese al volo lo zaino e aprì la porta. Prima che potessero varcarla, il pugno inatteso di Tom lo colpì così forte da spedirlo al capo opposto della stanza, mentre Alice ricadde ai suoi piedi, col muso che finì dritto sugli scarponi luridi. “Mia moglie non va da nessuna parte.” Doveva aver capito male. Sicuramente, in qualche momento di quella terribile, interminabile nottata, aveva battuto la testa. Anzi, era lui ad averla urtata e ora sparava stronzate a volontà. “Scusa, puoi ripetere?” gli chiese rabbiosa, guardandolo dal basso verso l’alto. “Tu sei mia moglie e fai quello che ti dico io.” Era serio. La botta doveva essere stata più forte del previsto. Con grande sforzo, si alzò e si mise davanti a lui, poggiando

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