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2015 Parole

“Davvero? Tu questo lo chiami matrimonio? Sei solamente uno schiavista. Ti mancano le catene, poi il quadro sarebbe perfetto.” Un sorriso carico di perfidia gli illuminò il volto. Si avvicinò di più, lento come un gatto in procinto di afferrare la coda del topolino. Alice si strinse nella copertina, poi qualcosa di metallico si agganciò al suo polso. Con rapidità e precisione, Tom la ammanettò al lettino, mani e caviglie. “Bastardo! Liberami subito!” “Non ci penso proprio. Resterai qui finché non mi avrai fatto le tue scuse più sincere per tutte le accuse ingiuste che mi hai rivolto finora.” “Le mie scuse? E tu, allora? Credi di essere innocente?” Sbatacchiò tutte e quattro le manette, ottenendo solo di creare una gran confusione e di far cadere di lato la coperta. Spossata, ricadde i

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