Al termine del viottolo, si ritrovò in un piccolo cul-de-sac, dove erano state sistemate due panchine di legno e ferro, proprio di fronte a una fontanella di marmo, raffigurante Venere. Non era molto distante dalla vetrata e, sollevandosi sulle punte, poteva scorgere Tom, impegnato in una fitta conversazione, dai toni astiosi, col padre. Non pensava a lei. Era sicura che, se si fosse di nuovo aperta al loro legame, avrebbe avvertito quell’unico sentimento, la gelosia, superiore ad ogni altro, e lei preferiva far finta di niente, per il momento. Si accasciò su una panchina, con lo sguardo verso la statua, soffiandosi il naso. “Ti sembra giusto che mangi lei con gli occhi, mentre sono io la sua sposa? D’accordo, lei è uno schianto, ma l’hai vista bene in faccia? Chili di trucco, denti così

