Capitolo 9

918 Parole
Leon Il modo in cui Duda cercava di scaricarmi era comico. Non mi conosceva abbastanza per sapere che io, Leon Vitorino, non rinuncio mai a ciò che voglio, e a come voglio questa ragazza! Quando arriviamo alla clinica di cui parla Vanessa, metto la mia regina sulla sua sedia e do un'ultima occhiata a lei, che mi fissa. Avrei voluto prenderla di nuovo tra le braccia e baciarla fino a quando non avremmo finito l'aria. Pago l'appuntamento, mentre Vanessa va a prendere la borsa di Duda con la sua documentazione. Vengo portata con la mia regina nello studio medico e in breve tempo Duda viene visitata dal dottore. Due cose hanno attirato la mia attenzione: Duda non voleva farsi visitare dal medico, anzi impallidiva, come se avesse la fobia del medico. L'altra cosa è che il medico la guardava in modo poco professionale e questo non mi è piaciuto per niente. Quando la tocca, non riesco a sopportarlo e dico: "C'è qualche problema, dottore? - C'è qualche problema, dottore? - Vedo che le sue mani si avvicinano al seno. - Niente, sto solo esaminando! - Allora usi lo stetoscopio invece delle mani, per favore! - Chiedo, volendo afferrare questo medico per il colletto. - Oh, sì, certo! - si scusa, imbarazzato. Il medico le mette il dispositivo di pressione sul braccio e io lo osservo come se fossi un falco che protegge ciò che è suo. Ho capito che questo medico si era interessato alla mia regina, e non lo permetterò. - Allora, dottore, come sto? - chiede la mia regina. - Molto bene! Sono sollevata. - Bene! - Non te l'avevo detto? - dice con rabbia, e io faccio spallucce. - E io ti ho detto che mi prendo cura di ciò che è mio! - dico, chiarendo che la mia regina è mia. Il dottore mi guarda e capisce che questo è per lui. - Beh, stai bene! È stato un semplice calo di pressione. - Grazie, dottore! - lei lo ringrazia. Mi alzo e la aiuto a rimettersi in piedi. Usciamo dalla stanza dello stronzo e, appena raggiunta la porta d'ingresso, scorgiamo Vanessa, che ci guarda e dice: - C'è qualche problema? - Leon pensa di possedermi", commenta, continuando a guardarmi accigliata. - E tu pensi che io non lo sia? - La prendo in giro, amando vedere il fuoco nei suoi occhi. - Per l'amor di Dio, hai intenzione di litigare qui? - Non sto facendo nulla! - Mi difendo. - Vane, dovevi vedere Leon che parlava con il dottore, piuttosto stupido. - Stupido! Stavo cercando di toccargli il seno - mi difendo di nuovo. È mia moglie e nessuno tocca ciò che è mio. - Mio Dio, sei serio! - dice lei, arrabbiata, e se ne va davanti a me tutta furiosa, e io muoio dalla voglia di inseguirla. Ma Vanessa mi trattiene: - Non è possibile! - Cosa? Non ho fatto nulla di male. - Leon, cerca di controllare il tuo possesso! - Non posso! - Devi farlo tu! - Vanessa, cosa mi stai nascondendo? - Non è una cosa di cui posso parlare con te! - Vanessa, Duda è in buona salute, vero? - Mi preoccupo. - Sì, sta bene! - Sai che tua sorella mi piace! - Lo so! E lo sa anche lei, ma non lo dà a vedere. - Cosa devo fare, allora? - chiedo, quando riusciamo a raggiungere la mia regina in gelateria. - Sii paziente", dice lei, come se fosse facile. - Ci proverò! - Grazie! Appena arrivati, la mia regina stava mangiando un gelato e la sua espressione di piacere fece entrare il mio cazzo in modalità attiva. - Dannazione..." Gemo, guardandola mentre si passa la lingua tra le labbra, facendomelo diventare durissimo. - C'è qualche problema, signor Vitorino? - chiede Duda, provocatoriamente. Oh, vorrei dire di sì, sei tu il mio problema, donna! Non hai idea di quello che mi stai facendo. - Nessun problema", grugnisco dentro di me, geloso della tua lingua. - Che bello! Non vuoi niente? - Capisco", risponde Vanessa. Il suo cellulare squilla e lei si scusa per rispondere, lasciando noi due da soli. - Allora, è bello? - Cosa è buono? - Questo gelato! - Sì, molto buono, dovresti ordinarlo! - Oh, allora ne prendo un po'! - Vai alla cassa e paga. - Non capisci, vero? - Dipende da cosa sta cercando di farmi capire... Mi piacciono le sue risposte rapide. - Voglio provare le tue! - Le faccio l'occhiolino e lei diventa rossa? Mi piace vederla arrossire. - No! - Perché no? - Perché nessuno tocca il mio gelato, è tutto mio! - ripete la mia frase, con qualche modifica. - È buffo che tu dica questo! - Cosa c'è da ridere? - Quello che è tuo è mio! E, come ho già detto, tu sei mia! - Vedo il gelato che le cola dalla bocca e ci passo sopra un dito, sentendo il tocco morbido delle sue labbra, lo avvicino al mio e commento: - Gelato e Duda, una miscela deliziosa. Lei mi guarda come se fosse scioccata da quello che ho detto, e presto il suo viso diventa più rosso perché capisce. - Sei un cretino, sei un maleducato", si trattiene la lingua. - Sei bellissimo! - Rispondo al suo "complimento", mi faccio coraggio e chiedo: "La tua bocca è saporita come il suo proprietario? - la mia voce esce roca. - Mio Dio, amico! - esclama lei, non divertita e ancora rossa. - Cosa.
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