Quindicesimo Capitolo E cercò di immaginarsi, com’è la fiamma di una candela spenta. Cambridge, 7 gennaio 1938 Quando tornai a Pembroke quel pomeriggio non ero la stessa persona che era andata via pochi giorni prima. Avevo lasciato che il mio cuore si ghiacciasse davanti all’evidenza di essermi innamorato di un fantasma, di una maschera, del nulla; davanti al pensiero che il mio Will non era mai esistito. Perché era in quel modo che avevo scelto di proteggermi. Per sopravvivere. E quando entrai e lo vidi lì, sul mio letto, aggrappato al mio cuscino, non provai neanche rabbia. O fui bravo a svuotarla tutta in un convincente tono di indifferenza. «Alzati» dissi, mentre mi sfilavo il cappotto e gettavo le chiavi sul tavolinetto. «Lewis.» La voce e gli occhi sorpresi nel sonno. Conoscevo

