Con un filo di voce, ancora senza fiato, Erick sussurrò a Eduarda: "Stai tranquilla, tesoro." Eduarda, ancora stordita dal vortice di sensazioni che la travolgeva, non aveva idea di cosa sarebbe successo dopo. Il suo sguardo rimase fisso su di lui, il respiro irregolare, mentre lo sentiva insinuare una mano dentro i suoi pantaloni. Un brivido le percorse la pelle al tocco audace ed eccitante. "Dimmi, Gaby bacia bene quanto me?" la provocò Erick, il tono denso di desiderio e sfida. L’unica risposta fu un lieve gemito, il suo respiro si fece più rapido, spezzato, mentre lui iniziava a stimolarla, il dito che tracciava cerchi lenti e ipnotici sul suo clitoride. Le parole le si bloccavano in gola, la mente annebbiata dal piacere crescente che lui le stava regalando. Un ringhio s

