41 Sabato 18 agosto Erano le sei di sera e, a cimitero chiuso, in un sabato qualunque di un agosto che aveva svuotato la città si erano svolte le operazioni di riesumazione di Attilio Carretta. Diversamente dagli addetti ai lavori, Meucci, io e il dottor Milone ci eravamo tenuti piuttosto lontani. Insomma, non era certo una bella cosa da vedere. Nessuno dei parenti presente. Giovanni, dagli Stati Uniti aveva risposto lapidario con due righe di fax. Tutto questo apparteneva alla sua vita precedente. Distinti saluti. E nemmeno gli altri avevano voluto presenziare. Tutto si era svolto piuttosto velocemente e senza intoppi. I poveri resti dell’uomo erano stati inseriti in una cassa di alluminio e inviati subito a Medicina Legale dove il dottor Franco, più per amicizia che per dovere, si er

