8 Lunedì 30 luglio 1990 Questura di Torino Ero in ufficio ormai da più di un’ora. Avevo dato un’occhiata veloce al giornale e mi ero alzato un paio di volte per andare alla finestra e osservare il traffico sottostante. Un’abitudine ormai di cui non riuscivo a fare a meno. Ma niente. Non potevo pensare ad altro. Avevo messo il barattolo con la pallina accartocciata proprio di fronte a me, a fianco del portapenne. Ogni tanto lo puntavo con sguardo sinistro, quasi ostile, pensando a quello che poteva rappresentare una vecchia scommessa persa nel tempo. Mi era sfuggito un sorriso forzato. Pazzesco, mi ripetevo mentalmente. Era incredibile la quantità di emozioni e ricordi che questo oggetto riusciva a far riemergere dal passato, come per magia. Continuavo a penetrarlo con occhi meravig

