Capitolo 4-Chi è lei?

1252 Parole
(Johnnie) Aprii la porta di casa e entrai, depositando a terra tutte le borse accumulate da me e Anna durante la giornata. Non potei fare a meno di fare una smorfia sollevando il braccio, il dolore pulsante della ceretta ancora evidente mentre mi accigliavo con me stessa. Pensavo che Anna si riferisse solo alle gambe... quanto mi sbagliavo. Non mi ero mai sentita così esposta in tutta la mia vita. "Ehi Jojo, sei andata a fare shopping?" chiese mio fratello, uscendo dalla cucina. Non avevo nemmeno notato che la sua macchina fosse parcheggiata... forse ero troppo traumatizzata da quello che era successo prima. Improvvisamente si fermò di colpo, il suo sguardo che mi scrutava dalla testa ai piedi mentre cominciava a sbattere le palpebre rapidamente. "Accidenti... stai benissimo!" Esclamò, avvicinandosi a me per girarmi su me stessa come se fossi una bambola. Allungò una mano verso i miei capelli, ma io gliela scostai e lo guardai in tralice. "Ehi, non toccarli... non voglio rovinarli prima che li veda mamma." Mi lamentai, facendo ridere Ben, che mi sorrise con entusiasmo. "È tutto merito di Anna, vero?" Chiese, mentre mi chinavo per raccogliere le borse che avevo lasciato cadere dopo essere stata maneggiata da lui. "Ovviamente sì... ma, a essere onesta, sono stata io a chiederle aiuto." Ammisi, dirigendomi verso il corridoio che portava alla mia stanza. "Tesoro, dobbiamo davvero cenare qui stasera?" chiese improvvisamente Robin, spuntando da dietro l’angolo. Ugh... perché era qui? Veniva raramente a casa nostra quando Ben era presente. Robin aveva i capelli neri, una carnagione caramello, occhi castani e un look sempre impeccabile. Oggi indossava una minigonna rosa e una maglietta color crema. Portava tacchi bianchi e profumava di Chanel. Robin proveniva da una famiglia con un patrimonio antico e aveva avuto il privilegio di vivere le cose più raffinate della vita. Diciamo solo che suo padre possiede uno yacht che porta il suo nome.. "Oh... chi è questa?" chiese improvvisamente, facendomi rimanere a bocca aperta mentre mi scrutava dall’alto in basso. La sua faccia impassibile era al massimo dell’attività, e io risi, pensando che stesse scherzando. "Johnnie... la sorellina di Ben? Ti dice niente?" dissi incredula... davvero non mi riconosceva? "Oh... sei diversa." Affermò, esaminandomi di nuovo come se fosse sotto shock. Ero davvero così malridotta prima? Anna mi aveva fatto indossare un paio di jeans skinny chiari e una maglietta bianca prima di lasciare il negozio. Sembrava che stessi indossando un abito da ballo a giudicare da come mio fratello e la sua fidanzata mi fissavano. Okay... ammetto che di solito indossavo vestiti di tre taglie più grandi e perlopiù felpe che mi arrivavano alle cosce... ma il mio viso era sempre lo stesso. Beh, a parte il leggero trucco che Anna mi aveva messo solo per evidenziare la mia bellezza naturale. Chi avrebbe mai detto che un po' di eyeliner avrebbe fatto brillare i miei occhi grigi quasi come fossero luminosi? "Perché siete qui?" chiesi, cambiando argomento mentre Ben si schiariva la gola e si avvicinava a Robin, cingendola per la vita con un braccio. "Mamma ci ha chiesto di venire... qualcosa sul viaggio." Disse, scrollando le spalle, e io annuii, chiedendomi cosa stesse succedendo. Negli ultimi mesi, mamma si era comportata in modo strano... stava sempre fino a tardi al lavoro e faceva viaggi di lavoro ai quali prima non era mai obbligata. Sembrava quasi che stesse nascondendo qualcosa... cosa fosse, avevo la sensazione che l’avremmo scoperto quella sera. "Ben... pensi che mamma abbia un fidanzato?" blurtai improvvisamente, facendogli sgranare gli occhi. "Un fidanzato? Neanche per sogno... lo sapremmo." Dichiarò fermamente, e suppongo avesse ragione... mamma non ci avrebbe tenuto nascosta una cosa del genere. "Beh, vado a mettere via queste cose." Sospirai, guardando Robin che tirava Ben in un bacio appassionato, impedendogli di rispondermi mentre sentivo lo stomaco rivoltarsi solo a guardarli. Lo fa sempre... Non capisco perché. È come se mi vedesse come una minaccia, anche se Ben è mio fratello, dannazione. La cosa peggiore è quando mi tratta bene davanti a Ben, ma appena lui si allontana diventa una vera stronza. Ora che ci penso... forse Robin e Caspian sarebbero davvero una coppia perfetta, considerando che sono praticamente la stessa persona, solo in versioni opposte. Sì... questo viaggio in Florida sarà fantastico... o forse no. Era il primo anno in cui Robin sarebbe venuta con noi, quindi le mie speranze di passare del tempo con mio fratello erano davvero basse. Posai le borse a terra prima di avvicinarmi allo specchio e guardarmi.. Okay... adesso lo vedo. Sembro completamente diversa. I miei capelli biondo sabbia erano elegantemente ondulati intorno al viso, le sopracciglia perfettamente definite. La maglietta bianca aderiva al mio corpo in modo impeccabile, mettendo in evidenza il mio seno prosperoso e il punto vita stretto. E questi jeans... accidenti. Sembravano presi direttamente dal "Club dei jeans magici", giuro. Dovevano essere magici per forza... facevano sembrare il mio sedere fenomenale. "Jojo, mamma è tornata!" gridò mio fratello dal corridoio, facendomi sospirare profondamente mentre spostavo lo sguardo verso il letto... ed è lì che vidi la mia felpa preferita. "No... non ne hai più bisogno..." mi ricordai, avvicinandomi per prenderla. Poi la infilai velocemente in fondo all'armadio e chiusi la porta. "Questa è la nuova te... ricorda cosa ha detto Anna: sei bellissima, sei gentile e sei una tosta." Mi ricordai, uscendo dalla stanza per andare a vedere mia madre. La ragione per cui mi sentivo nervosa nel farmi vedere così era che, in qualche modo, vivevamo la stessa miseria insieme. Non volevo che si sentisse abbandonata, come se stessi andando avanti senza di lei. Dopo la morte di papà, era caduta in una depressione così profonda che sembrava persa per mesi. È stato difficile per tutti noi... ma non volevo peggiorare le cose. Così ho nascosto i miei problemi, tenendomeli per me. Ma io e mia madre eravamo vicine... ad un certo punto, la nostra relazione era cambiata, diventando più un'amicizia che un legame madre-figlia. Mi sembrava che lei si affidasse spesso a me per rimettere insieme i pezzi. A volte mi chiamava mentre ero a scuola, piangendo, sopraffatta dall'ansia e dalla depressione, e io saltavo le lezioni per tornare a casa e confortarla. Non mi pesava... mi faceva sentire necessaria, come se qualcuno avesse davvero bisogno di me e contasse sulla mia presenza. Mi dava uno scopo. A scuola, invece, mi sentivo invisibile, esclusa... un fantasma nei corridoi fino a quando qualcuno decideva di prendermi di mira per bullizzarmi. Fortunatamente, Anna mi ha aiutato a superare quei giorni. Si è anche schierata dalla mia parte, arrivando a litigare e a fare a pugni. Odia Caspian più di chiunque altro... penso che sia per questo che sta mettendo tutto in questa missione di vendetta. Vuole che soffra quanto me. Dopo la morte di papà, però, mia madre sembrava sentirsi terribilmente in colpa. Non so perché... non ne parlava mai, ma diceva di essere stata una cattiva moglie e madre. Pensavo che fosse solo la depressione a parlare, e cercavo sempre di tirarla fuori da quel buio. Quest'ultimo anno, però, è cambiata. Viva, la sua migliore amica e la madre di Caspian, veniva spesso a darle una mano, ma ultimamente anche questo è cambiato. Camminai verso il corridoio, sentendo mia madre ridere, seguita da una voce profonda. Quella voce non era di Ben... no, sembrava molto più matura e incredibilmente familiare. Aggrottai la fronte confusa e attraversai il corridoio fino alla cucina. È lì che mi bloccai..Dave King.. che diavolo ci faceva qui?
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