“Io sono colei il cui tocco gela, e il cui sguardo tramuta in pietra. Ho arrestato la stella nella sua danza, e l’onda nel suo infrangersi. Sulle Alpi più eccelse ho eletto la mia dimora; e quando cammino, i lampi sprizzano dai miei capelli; e i miei occhi uccidono là dove si fissano. Prima che Orlando si svegli, lo gelerò fino al midollo. Clemenza! Oh! Clemenza!” E qui le trombe echeggiano: “Indietro, Castità! Allontanati, Castità!” Allora, parla Nostra Signora di Modestia, con sì flebile voce che appena si ode: “Io sono colei che gli uomini chiamano Modestia. Vergine sono e vergine resterò. Non a me si addicono il campo fecondo e la fertile vigna. Odiosa mi è ogni fecondità; e quando i meli fioriscono e le agnelle figliano, io fuggo, fuggo; e lascio cadere nella fuga il manto. I cape

