Capitolo ottavo

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Capitolo ottavo Il peso dell'inconoscibile Erano circa le quattordici, quando De Vincenzi, che aveva fatto una sommaria colazione in una piccola trattoria accanto a San Fedele, vide entrare nel suo ufficio Cruni. «Stanno qui di fuori, cavaliere…». De Vincenzi era stato sorpreso a leggere. Alzò la testa. «Ah! E chi c'è lì di fuori?». «Il libraio e due donne…». «Due? Perché due?». «Siamo andati a casa sua a prendere la media… quella che parla con gli spiriti… e la figlia ha voluto assolutamente accompagnarla…». Il commissario non aveva neppure sorriso allo strafalcione del brigadiere. «Che gente sono?». «Modesta, ma per bene. La figlia fa la maestra e la madre è vedova d'un impiegato alle ferrovie… Una casa con bei mobili in via Cosimo del Fante…». «Falli entrare». Per quanto il

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