Lui e Anselmo fecero irruzione nella casa di Giosuè prima dell’alba, sorprendendolo nel sonno. Il Capoferri non era molto amante delle armi da fuoco; esse erano ingombranti, difficili da caricare e pericolose da usare. Ma per quell’occasione, al fine di terrorizzare ancor di più la sua facile vittima, aveva deciso di utilizzare la sua nuova pistola ad avancarica. Era un’arma della lunghezza di circa venti pollici e del peso di quattro libbre e mezzo, e veniva caricata inserendo la polvere da sparo direttamente in canna insieme all’unico pallettone di ferro. Lo sparo, in quell’arma innovativa, era ottenuto grazie a un acciarino, montato sulla parte posteriore della pistola e costituito da un tamburello, o ruota, munito di una molla a spirale che si tendeva per mezzo di una chiave. Le scinti

