— Hermione, Hermione, io ti adoro... — Voi ne amate un’altra... — Un’altra? — e il cerchio delle braccia che cingevano Hermione si rallentò. — Sì, un’altra — ella insistette, tristissima, sempre più pallida. — Chi, altra? — gridò lui, sgomento. — Quell’altra, Luigi — e aveva una tristezza infinita, nella voce. — Hermione, Hermione, non parlare così... — Voi amate, Luigi, voi amate Anna Dias che si chiamava, col suo nome di fanciulla, Anna Acquaviva. Egli sciolse le braccia e chinò la testa. — Lo negate? — chiese ella, con un tono singolarissimo di ansietà. Non rispose, l’infelicissimo amante. — Lo neghi, lo neghi, Luigi? — ella insistette, toccandolo sulla spalla, facendo che egli si volgesse a lei. Ebbene, ebbene, guardandola nel volto ovale e bruno, dove brillavano dolcemente

