Libertà
Stamattina mi sono svegliata male, fantasmi del passato mi hanno fatto visita stanotte e mi hanno messa di malumore.
Certo che la mente, quando è sgombra, fa giri strani, chissà perché il mio subconscio ha sentito la necessità di andare a disturbare Valentina, la moglie di mio fratello.
Non ho bei ricordi di lei. Quando la penso, l’abisso di quegli occhi freddi e accusatori mi scuote l’anima e mi lascia inerme e confusa. Non ho mai capito cosa l’abbia spinta a odiarmi così tanto. Le donne sono degli esseri strani, capaci di immenso amore e infinita cattiveria, forse è per questo che la storia le ha volute sempre sottomesse e indifese.
La mia vita è costellata di esperienze dolorose e sicuramente molto lo devo alle mie fantomatiche “amicizie” femminili. È sempre stato più facile per me rapportarmi con i maschi fin da piccolissima, tra le femmine mi sono sempre sentita fuori posto, forse perché sono cresciuta appiccicata a mio fratello e ai suoi amici. Ma questo non mi ha impedito d’essere un’amica leale e sincera, quando mi si è presentata l’occasione. Solo non ho avuto la fortuna d’essere ripagata con la stessa moneta. C’è sempre stato qualcosa di torbido nei miei rapporti, una specie di ammirazione/amore saffico da parte delle altre donne che alla fine si è trasformato in risentimento, invidia, odio.
Ricordo ancora gli occhi distanti di Vania, la mia compagna di liceo, quando, dopo essere tornata a vivere nella mia stessa città dopo una pausa di un anno, si è ritrovata a dover dividere il mio affetto con altre compagne con cui avevo stretto amicizia durante la sua assenza. Ricordo il rancore, la crudeltà delle sue parole quando mi telefonava per insultarmi e io, ferita e confusa, continuavo a chiedermene la ragione. Ma non voglio pensarci adesso.
Dopo pranzo mi rimetto al pc, controllo la posta e noto una mail con un indirizzo che non conosco. È una lettera di Felipe.
L’adrenalina invade il mio sangue mentre la apro e ne leggo il contenuto.
“Mia cara Giulia,
come promesso ti scrivo, così ho modo anche di farti conoscere il mio indirizzo e-mail.
Mi spiace di non aver avuto la possibilità di darti il numero di cellulare, come ti ho spiegato l’ho perso e a breve ne prenderò uno nuovo e ti farò avere il mio numero.
È curioso come io senta già la tua mancanza… ma cosa mi hai fatto? In così poco tempo mi sei entrata dentro l’anima e ora mi sento smarrito senza di te.
So che non sei sola, che hai una vita tua e un tuo compagno, ma so che anche tu hai provato qualcosa di speciale per me, in questo poco tempo che abbiamo passato insieme, l’ho sentito, tutto di te me l’ha mostrato, i tuoi occhi, dolci e comprensivi, il tuo corpo caldo e sinuoso, le cose che ci siamo dette e quelle che abbiamo taciuto (l’ho scritto bene il verbo? ).
Sono serio, Giulia, anche se faccio il cretino, vorrei potermi esprimere meglio ma il mio italiano impacciato rischia di banalizzare i miei pensieri e non voglio che sia così.
Sappi che sono profondamente convinto di quello che sento.
Se potessi verrei subito a prenderti e portarti via con me ma domani ricomincio a lavorare e non ho la possibilità di muovermi, come puoi immaginare non ho sabati né domeniche liberi. Almeno per un mese sarà così.
Vorrei chiederti di tornare qui ma so che non sarà facile nemmeno per te, almeno credo.
Mi sbaglio? Dimmi di sì, non sai quanto vorrei poterti stringere ancora tra le mie braccia, quando sei vicina a me mi sento bene, mi sento un uomo diverso, quando mi parli è come se qualcosa dentro di me si smuovesse, sento la mia testa aprirsi e riesco a vedere meglio tutto quello che mi circonda e soprattutto quello di cui sono fatto dentro.
Non so se sono riuscito a farti comprendere quello che sento, spero di sì.
E spero di rivederti presto, davvero col cuore.
Te quiero,
Felipe
Dio, quanto vorrei potermi scindere in mille me ed essere libera di amare chi mi ama o chi amo senza dovermene fare una colpa, senza far male a nessuno!
Amare, amare, amare.
Dare e ricevere affetto, emozioni, energia, calore, vita, senza riserve, senza paura. Nuotare in questo mare caldo che mi rigenera e mi fa vibrare di pienezza e gioia assoluta.
Quanto è difficile essere come io sono!
Gli uomini mi adorano, le femmine mi invidiano e io mi nascondo, mi nascondo per quieto vivere. Mi nascondo per rispetto e lealtà nei confronti di chi ho scelto; mi nascondo e rimango nascosta fino a quando il cuore scoppia d’inedia e d’angoscia. Mi nascondo fino a diventare pesante e spenta, fino a farmi odiare e abbandonare.
Questo è successo anni fa con Lui, è stata colpa mia.
Oh Robert, quanto vorrei che tu fossi qui con me, sono stanca e confusa, sento che sto per affondare di nuovo, ho il cuore pesante, troppo pesante per restare a galla.