«Allora spiegameli.» La mano calda di Nadine le sfiorò una guancia. «Mi dispiace, ma sono costretta a mostrarteli.» Il corpo di Helena si rilassò e la sua visione si fece scura. In mezzo al vuoto, immagini sfocate le passarono davanti agli occhi. Si concentrò su di esse: più le osservava, più diventavano nitide. All’inizio, tutto ciò che vide fu un’oscurità simile alla nebbia che ricopriva la terra sotto i suoi piedi. Poi, alzando gli occhi, si ritrovò di fronte due sfere rosse incandescenti. Una dopo l’altra, altre coppie di occhi si aprirono, con l’attenzione rivolta su di lei. L’oscurità si spostò e la ragazza si rese conto che non si trattava di nebbia, ma di una massa di corpi: centinaia di corpi d’ebano lisci, squamati, pelosi e affamati, intrecciati tra loro come un nido. Era imp

