XII-2

1951 Parole

In quel momento passò un angelo in veste di ragazzino (non riesco a pensare a un più efficace travestimento che un angelo potesse avere assunto) con un boccale di birra in una mano, e nell’altra qualche cosa all’estremità d’una cordicella, con cui batteva ogni lastra di pietra e che poi ritirava, producendo un suono che pareva un grido di sofferente. Noi domandammo a quel celeste messaggero (come scoprimmo dopo che era) se sapesse di qualche casa solitaria, con pochi e deboli inquilini (preferibilmente vecchie o signori accidentati) che si potessero facilmente impaurire per cedere il loro letto quella notte a tre forestieri disperati; o, se al contrario, ci potesse condurre in qualche porcile vuoto, in un canile abbandonato, o tana della stessa specie. Egli non conosceva nessun luogo simi

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