Cercammo ovunque. Ma non li trovammo, dovevo tornare in Francia. Se Sofia era tornata a casa dovevo stare al passo per non perderla. Così una volta a Parigi chiamai l’agenzia dove lavorava come interprete. Dissi loro che avevo bisogno di Sofia, tuttavia mi risposero che non lavorava più li. Al che spiegai loro che mi serviva il suo contatto, dicendo tutta la verità. Ovvero che Sofia aveva preso i miei figli durante il nostro ultimo lavoro. La buttai giù pesante dicendo che li aveva rapiti. Con quelle premesse mi diedero il suo contatto e l’indirizzo. Il numero di telefono risultò staccato, mentre all’indirizzo non si presentò mai nessuno. Restai i giorni e le notti a controllare quella casa, prima io da solo, poi la polizia cui denunciai il rapimento. Sofia era in subaffitto, per cui

