Dopo il sì di Sabrina iniziammo a festeggiare. Anche quando ci raggiunsero zio Joan con lo zio Rufus e Cora, la cugina cuoca, la ressa continuò. Appena ci vide, lo zio Rufus, un gigante buono dagli occhi azzurri, abbracciò calorosamente me e Barbiel. “Benvenute nel mio mondo.” Ci disse. Poi rivolgendosi a Leonard gli disse. “Mi raccomando, sii un amico, un amante e un compagno e trattala come il più prezioso dei doni.” Mi emozionai. Avevo una bella famiglia. Quella che avevo sempre desiderato, ed era lì, in una fattoria con una grande tavola e nessun televisore. Dove il vociare di genitori e figli la faceva da padrone. Dove non importava chi fosse figlio di chi, se un neonato piangeva, il primo adulto lo prendeva in braccio e se prendendosene cura. Dove un figlio poteva dire la sua a

