CAPITOLO VIII. Quando mi sveglio, il sole filtra dai tendaggi delle finestre. Sento che dovrò muovermi con tale rapidità che qualcuno di questi galantuomini penserà di essere inseguito dal fulmine. Di solito sono paziente e metodico, ma in certi momenti bisogna diventare sbrigativi… e questo è uno di quei momenti. Mi alzo, faccio la doccia e bevo una tazza di caffè. Intanto penso a tutte le verità che avrei dovuto strappare a Henriette ieri sera. Per quanto riguarda quella donna, i casi sono due: o lei è realmente innamorata di me, tanto da dirmi tutto quel che mi interessa, oppure gioca d’astuzia e dichiara subdolamente di essere pronta a cantare. In entrambi i casi, ritengo di essermi lasciato sfuggire un mucchio di buone occasioni. Seduto sull’orlo del letto, ripenso al tempo in cui

