CAPITOLO XIV. Li guardo. Mi trovo nello studio di Metts, seduto sulla poltroncina dietro alla scrivania. Mancano venti minuti alle quattro. Metts è sprofondato in un’ampia poltrona nell’angolo, fuma la pipa e ha l’aria indifferente. Henriette è seduta accanto a Maloney su un divano alla mia destra, e Paulette è su una poltrona dal lato opposto. Ha sulle labbra il sorriso di chi la sa lunga, come se fossimo tutti «picchiati» in testa, all’infuori di lei. C’è qualcosa di riposante in questa stanza poiché Metts ha spento il lampadario centrale e soltanto una lampada da tavolo con paralume è accesa, nell’angolo dietro Paulette. Le donne, ve l’ho già detto, sono esseri strani. Guardate, per esempio, questa Paulette. È bella di viso e di corpo, ha una personalità spiccata e potrebbe condurre

