È SCRITTO NEL DESTINO Entrambi salirono in treno ed attesero nel corridoio che il conduttore dello sleeping avesse rifatto il piccolo letto, quindi entrarono nella cabina e sedettero sulla cuccetta bassa. Il mantello, il cappello, l'ombrellino della donna appesi ai ganci delle pareti oscillavano in ritmo al moto uguale del treno e la sigaretta dell'uomo riempiva d'una nebbiolina azzurra e mobile di fumo il breve spazio, saliva a velare la intensa luce rossa delle lampadine. Andarono così per qualche tempo senza parlare, senza guardarsi, sentendosi uniti e pure divisi dall'inesorabilità di uno stesso pensiero e fu prima la donna, Clemenza Aureli, quella che lo espresse con le dure parole: – Ancora un'ora e poi tutto sarà finito. Egli le afferrò nervosamente una mano, intrecciò le dita ne

