VIII.— Vuoi esser tu la mia sorella? — Sì. — Per tutta la vita? — Sì! — rispose Ortensia con maggior fermezza. Mi porgeva, a conferma, la mano. Ma credè non bastasse: — Sarò buona. Vedrà! Glielo prometto! A me parve più bella; e mi sovvenne del birocciaio che avevo visto, stanco ed assetato, gettarsi alla sorgiva, innondare di ristoro il petto e riprender l'erta con vigore nuovo. Un benefizio consimile ma più grande, più grande io avrei dal consentimento di Ortensia; e questo non era, no, un'allucinazione, un'aberrazione, una puerilità di mente immiserita e di animo appena ridesto in un rinnovamento precario e ingannevole. No! Non speravo una guida al lume della fede e del vero; non supponevo nemmeno un ritorno alla fiducia in me stesso; ma dalla corrispondenza di un semplice affetto

