XI.Ortensia non osava più, adesso, varcare il limite del cancello senza avvertirmene. Risento il piacere di quando, o dalla sala a terreno o dalla terrazza, l'udivo chiedere alla madre o ad altri: — Dov'è Sivori? —. Impaziente gridava forte: — Sivori! —, come chiamando Mino; come si chiama un fratello. E se non mi trovava a terreno saliva di corsa alla mia camera. Toc toc. — Che c'è? — Mi accompagna alla bottega? — Era una botteguccia sulla via maestra, in cui vendevano un po' di tutto. — Andiamo a comperar aghi e cotone.... Oppure: — Vado all'orto per la frutta. Chi mi accompagna, lei o Mino? — Tutt'e due! Con maggiore attraenza andavamo alla cascina, non solo perchè c'era il lattonzolo da riverire, le faraone e le anitre in attesa di becchime e la massaia ridanciana; ma perchè la

