XVI.Risi della minaccia di Anna perchè dalla scienza non avevo imparato a temere la vendetta delle donnicciole, nè mi dolsi d'aver inveito in tal modo contro di lei perchè l'odiavo: l'odiavo per la sua condotta equivoca, per essere stato accertato da lei dell'amore di Roveni, per essere stato ferito da lei, nonostante il mio diniego, nel mio amore. Ma se mentre vegliavo, nella notte, non mi agitava più il pensare ad Anna, mi travagliava il pensiero che altri sguardi d'amore si fossero posati su di Ortensia prima de' miei: questo il mio dolore, il mio sdegno, la mia rabbia, come per una violazione patita, per un furto crudele! — L'anima d'Ortensia — mi dicevo durante l'ambascia — deve essere mia, divenire interamente mia: a ogni costo! Non era giusto che fossi io la vittima; che per tutto

