Capitolo XXVII-3

1247 Parole

“Tutti i miei salami rosicchiati!” “Ci sono tanti topi in quella cantina!” “Mi pagherete tutto” gridò l’albergatore esasperato. “Tripla canaglia” disse Athos alzandosi; ma ricadde seduto; egli aveva data la misura delle sue forze, D’Artagnan corse in suo aiuto e alzò il frustino. L’albergatore indietreggiò e dette in uno scoppio di pianto. “Così imparerete” disse D’Artagnan “a trattare con più cortesia gli ospiti che Dio vi manda.” “Dio? dite il diavolo!” “Caro amico” continuò D’Artagnan “se voi ci romperete ancora le orecchie, andremo tutti e quattro a barricarci in cantina e verificheremo se il disastro è così enorme come dite.” “È vero! ho torto” ammise l’albergatore “lo riconosco, ho torto; ma ogni peccatore merita misericordia; voi siete dei signori, e io sono un povero alberga

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