CAPITOLO QUATTORDICI Le ombre si muovevano. Sembravano tendersi al suo passaggio, come se volessero sfiorarla, cercando di comprendere chi interrompesse il silenzio assoluto dell’albergo in rovina. A Katie sembrava che ci fosse una consapevolezza in esse, come se rappresentassero un’altra difesa nella mente di Diana. Fino a quel momento non avevano fatto nulla per ostacolarla, forse ancora impegnate a stabilire se la nuova arrivata rappresentasse una minaccia o meno. Stava percorrendo un corridoio impossibilmente lungo da almeno un minuto. L’intonaco delle pareti era crollato in più punti e fitte ragnatele polverose penzolavano dal soffitto e dai lampadari. A terra, il pavimento di tanto in tanto si sollevava, come se sotto fossero cresciute delle radici tentacolari. C’erano delle por

