Ovviamente il posto più ambito era quello intorno alle 22:00 quando il pubblico sarebbe stato ancora ben numeroso e fatto a dovere di bacco e tabacco e altre non meglio specificate sostanze e il buio avrebbe reso tutto più magico. Era però chiaro a tutti che ce la saremmo giocata tra due band, le uniche due veramente all’altezza di essere realmente definite rock band. Una eravamo noi, l’altra quei cagaminchia dei V-Elektra. Non che non fossero bravi, anzi sapevano stare sul palco, erano noti nei paraggi già da anni e tecnicamente erano più che validi, ma avevano due grossi difetti: uno, suonavano praticamente solo cover, in particolare del più grande rocker nostrano di tutti i tempi, il Blasco nazionale. E le facevano pure bene, a sentirli ad occhi chiusi avresti perfino potuto credere c

