Il tizio, prima di risalire in auto coi suoi due bravi, ci ringraziò ancora per l’estinzione del debito e ci promise che se ci fossimo dimenticati di lui, lui si sarebbe dimenticato di noi. Ci sembrò un buon accordo. «Se non scappava lo ammazzavo io, ’sto fottutissimo rottinculo!» sbraitò Simo una volta che ci fummo ripresi. «Già. Però vedila così, quei soldi non li avevamo una volta e non li abbiamo nemmeno ora, in fondo ci son piovuti dal cielo. E almeno il furgone siamo riusciti a comprarlo in tempo» buttai lì io. Era un’argomentazione debole ma sensata, restava però il fatto che ci sentimmo defraudati ed esposti a un pericolo di morte senza averne colpa alcuna. Il che ci lasciava addosso un’incazzatura esagerata. Rientrammo in saletta. L’Ibanez era ancora appesa alla parete, dove e

