C’è altra gente nei tavolini intorno, ma ognuno si fa gli affari propri, pare che nessuno si sia accorto del siparietto. E poi dicono che i vecchi sono pazzi e rimbambiti. Sollevo la mia tazzina, ma le mie mani non hanno più una presa salda e mi scivola. Non cade a terra, ma il contenuto si rovescia ugualmente. «Oh no! Così dovrò chiederne un altro a quel citrullo.» «Non preoccuparti, bevi il mio, ne faccio anche a meno, si vede che era destino, forse il barista citrullo prevede il futuro» scherza lei. Ringrazio e bevo. Non è un granché, ma rispetto a quello della macchinetta è un elisir. Certo, non come quelli di mister G, ma si sa, un babbano non potrà mai eguagliare un mago. Mi volto verso il bancone e vedo il barista parlare con Valerie e indicarmi. Ecco, così adesso verrà qui e

