«Ma che cazzo stai dicendo, Gioia?» quasi le gridò Fulvia, seriamente preoccupata. Io ero completamente frastornato, mi sembrava di essere finito in un incubo surreale. «È così. Non l’ho ucciso materialmente ma è morto a causa mia. E forse è stata la mia salvezza, mia e di altri bambini.» Sollevò lo sguardo cercando qualcosa nei nostri occhi, ma non lo trovò. «Nessuno tra voi si ricorda del dottor Curletti Ezechiele, possibile?» domandò. «Porco diavolo schifoso, ma non era il sindaco di Dusino?» azzardò Simo. «Proprio lui. Sindaco nonché fratello del parroco. Due vermi schifosi come pochi, anche se penso che nessuno ci crederebbe, anzi li han sempre dipinti come due esempi di virtù.» Il quadro stava assumendo tinte sempre più fosche. «Le cose succedevano all’oratorio. Almeno, per m

