– Riccio! Commissario Riccio! Si volta. Mi riconosce. Fa cenno di aspettare. Basevi gli mormora qualcosa e sparisce in direzione delle scale che portano ai piani superiori. Riccio si avvicina. – Buongiorno avvocato – Avvocato? – ora la faccio entrare. Parlotta con il maresciallo a capo del drappello di carabinieri. I militari si scostano per farmi accedere al cortile. – Se non avessi detto così, come avrei spiegato agli altri giornalisti il favoritismo? Lei entra e loro no? Sempre più simpatico il maori. – È ancora su? – Certo. Stanno facendo i riscontri. Se mi promette di restare buono dove la piazzo io, e muto, la faccio salire. Faccio giurin giuretta incrociando gli indici delle mani. Il corpo è ancora riverso per terra, tra un tavolino in vimini e il divano. Noto subito la cav

