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2145 Parole

– Sì, in effetti... – Un sobbalzo – ho rinviato finché ho potuto, poi, a ventisei anni mi hanno preso. Ero sottotenente e lui, più giovane, doveva averne diciotto o diciannove, è arrivato alla mia compagnia, a Bellinzago. Caserma punitiva in mezzo alle risaie. Zanzare d’estate e nebbia d’inverno. Buffo il caso, vero? – Il padre non lo ha aiutato? – No, il senatore Roversi non voleva che suo figlio apparisse un privilegiato. Anche se lo amava molto, desiderava che Enzo se la cavasse da solo. – E mi dica, professore, era bravo con le armi Roversi? – Per quello che mi ricordo, detestava fare il militare, ma aveva quel senso del dovere che gli aveva inculcato il padre. Quando facevamo le esercitazioni, era sempre il primo a caricare e a scaricare le armi e ad ottenere un buon punteggio nel

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