3.

1831 Parole

3. - Via, via, fate presto, fate presto: non arriverete a tempo! Giustino gridò dal cancello del villino quest'ultima raccomandazione ai due che s'allontanavano in carrozza, e aspettò che Silvia almeno, se non il Gueli, si voltasse a salutarlo con la mano. Non si voltò. E Giustino, seccato di quella mutria persistente della moglie, scrollò le spalle e risalì in camera ad aspettare che Èmere venisse ad annunziargli che il bagno era pronto. «Che donna!», pensava. «Far quel viso disgustato anche a un invito così gentile... Il duomo d'Orvieto: bello! Arte antica... roba da studiare...» Veramente, tanto tanto non era piaciuto neanche a lui, che proprio nel giorno, anzi quasi nel punto stesso del suo arrivo da Parigi, il Gueli fosse venuto a invitar la moglie a quella gita artistica. Ma se il G

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