32. Eunice era seduta nella camera chiusa e stava leggendo quando Digby Groat entrò. Era pallidissima quando si alzò per andargli incontro. - Buonasera, signorina Weldon - disse con la solita voce melliflua. - Spero non si sia annoiata troppo. - Mi vuole per favore spiegare perché mi tenete tutti segregata come una prigioniera? - chiese lei trafelata. - Lo capisce che questo è un comportamento criminale? Lui le rise in faccia. - Va bene - disse con un tono voce quasi gentile - Eunice, gettiamo la maschera. È una soddisfazione farlo! Tutti questi bei discorsi sono inutili sia per me che per te. Le prese la mano. - Sei gelida, mia cara - disse. - Anche se in camera fa caldo! - Quando me ne potrò andare da questa casa? - domandò lei a voce bassa. - Andare via da questa casa... da me?

