XIII. ECCOVI JULIA Prendo la strada di Brockham. Fischietto allegramente perché, sia detto fra noi, sono soddisfatto della situazione. Se sorgessero degli altri guai, ricadrebbero sulle spalle di Herrick. È quasi l’una meno dieci, quando trovo la casa. È un grande edificio circondato di alberi. È notevolmente arretrato dalla strada. C’è un alto muro di cinta. Lo costeggio, ma mi stanco di cercare il cancello e decido di scavalcare il muro. Trovo un albero a ridosso del muro stesso e mi ci arrampico. Quando mi lascio ricadere dall’altra parte mi trovo in mezzo ad alcuni cespugli ai margini d’un prato che si estende fino alla facciata della villa. Tiro fuori la rivoltella, per ogni evenienza, e m’incammino attraverso il prato. Salgo la gradinata dell’ingresso e suono il campanello. Aspett

