Il giorno seguente, tre importanti notizie tennero in agitazione l’aristocrazia e persino la borghesia di Parma. La condanna a morte di Fabrizio era ormai certissima; e, corollario imprevedibile di questa notizia, la duchessa non si mostrava grandemente afflitta, almeno in apparenza, e dava assai modesto tributo di rimpianto al suo giovine amico; tuttavia profittava con arte sopraffina del pallore impressole da una grave indisposizione che la colse quando Fabrizio fu arrestato. In quel contegno i buoni borghesi imparavano quanto arido sia il cuore d’una dama di Corte! Per decenza bensì e come in sacrifizio ai Mani del giovine, ella aveva troncato ogni relazione col conte Mosca. «Che immoralità!» declamavano i giansenisti parmigiani. Ma già, cosa incredibile, la duchessa pareva dispostissim

