Era verissimo: il Ginevrino flemmatico, ragionatore, che non pensava ad altro che a’ quattrini, lo credé pazzo: Fabrizio, entrando, aveva lanciato da ogni parte occhiate furibonde, poi s’era versata addosso la tazza di caffè che gli avevan servito. Il suo primo slancio in questa lite fu veramente cinquecentesco: invece di parlar di duelli al giovine Ginevrino, tirato fuori il pugnale, gli s’avventò per ferirlo. Momento di passione nel quale Fabrizio, dimenticando quanto gli avevano insegnato sulle norme delle quistioni di onore tornava agli istinti, o, meglio, alle reminiscenze della prima infanzia. L’uomo di fiducia che aveva trovato a Lugano eccitò anche peggio il suo furore, svesciando nuovi particolari. Poiché Fabrizio era amato a Grianta da tutti, nessuno avrebbe pronunziato mai il s

