Capitolo 18 CALEB Troppo tardi, tesoro mio. Un’esperienza extracorporea. Già, mi stava accadendo proprio questo, nel cottage di Brooke sull’isola, vicino al faro Fairchild. Ero fuori del mio cazzo di corpo e stavo fluttuando sul soffitto, guardando giù e domandandomi chi fosse quell’idiota lì sotto, seduto di fronte a lei, di cui non ricordavo neanche il nome. A essere sinceri, neanche lei aveva un bell’aspetto. Era sempre bellissima, ma l’avevo scioccata, senza alcun dubbio. Avevo scioccato perfino me stesso, figuriamoci. Subito dopo aver pronunciato quella parola, avevo capito di aver commesso un grosso sbaglio e aver detto troppo. L’avevo spaventata. Dovevo andarci piano e invece avevo mandato tutto a puttane. Ancora. Ma perché sei un cazzone? Eh? Perché? Tirò via le mani dalle mi

