Capitolo 43 Jansen «Jan...» Geme il mio nome. Il mio cazzo è sepolto in profondità dentro di lei, che lo stringe così forte da impedirmi quasi di respirare. «Lasciati andare, Ida Sue. Vieni» ringhio, stringendole il fianco. Con molta probabilità le rimarrà un livido, ma ho scoperto che a Ida Sue il sesso piace così, proprio come a me. Adora che le lasci dei segni sul corpo come dimostrazione di quanto la passione ci abbia travolti. Diamine, piace anche a me. Sulla spalla ho ancora i segni del morso che mi ha lasciato ieri sera e spero che lo rifaccia prima che svaniscano. «Più forte, Jan...» mi supplica, inclinando la testa e sussultando. Sbatte le mani sul tavolo e lo usa per aggrapparsi quando aumento il ritmo, spingendo con maggiore forza dentro di lei. Sposto lo sguardo sul suo v

