CAPO LXXXVIII Ma nuovi mali assalirono l’infelice, e quasi senza intervallo. Dapprima una artritide, [132] che cominciò per le giunture delle mani e poi gli martirò più mesi tutta la persona; indi lo scorbuto. Questo gli coperse in breve il corpo di macchie livide, e mettea spavento. Io cercava di consolarmi, pensando tra me: “Poiché convien morir qua dentro, è meglio che sia venuto ad uno dei due lo scorbuto; è male attaccaticcio, e ne condurrà nella tomba, se non insieme, almeno a poca distanza di tempo”. Ci preparavamo entrambi alla morte, ed eravamo tranquilli. Nove anni di prigione e di gravi patimenti ci aveano finalmente addimesticati coll’idea del totale disfacimento di due corpi così rovinati e bisognosi di pace. E le anime fidavano [133] nella bontà di Dio, e credeano di ri

