CAPO XCV Il commissario mi condusse alla polizia, per presentarmi al direttore. Qual sensazione nel rivedere quella casa, mio primo carcere! Quanti affanni mi ricorsero alla mente! Ah! Mi sovvenne con tenerezza di te, o Melchiorre Gioia, e dei passi precipitati ch’io ti vedea muovere su e giù fra quelle strette pareti, e delle ore che stavi immobile al tavolino scrivendo i tuoi nobili pensieri, e dei cenni che mi facevi col fazzoletto, e della mestizia con cui mi guardavi, quando il farmi cenni ti fu vietato! Ed immaginai la tua tomba, forse ignorata dal maggior numero di coloro che ti amarono, siccom’era ignorata da me! Ed implorai pace al tuo spirito! Mi sovvenne anche del mutolino, della patetica voce di Maddalena, de’ miei palpiti di compassione per essa, dev ladri miei vicini, del p

