CAPITOLO LXXIII

450 Parole

CAPO LXXIII Lo sforzo d’attenzione che feci per ricevere i sacramenti sembrò esaurire la mia vitalità, ma invece giovommi, gettandomi in un letargo di parecchie ore che mi riposò. Mi destai alquanto sollevato, e vedendo Schiller e Kral vicini a me, presi le lor mani e li ringraziai delle loro cure. Schiller mi disse: «L’occhio mio è esercitato a veder malati: scommetterei ch’ella non muore». «Non parvi di farmi un cattivo pronostico?» diss’io. «No», rispose, «le miserie della vita sono grandi, è vero; ma chi le sopporta con nobiltà d’animo e con umiltà, ci guadagna sempre vivendo». Poi soggiunse: «S’ella vive, spero che avrà fra qualche giorno una gran consolazione. Ella ha dimandato di vedere il signor Maroncelli?». «Tante volte ho ciò dimandato, ed invano; non ardisco più sperarlo

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