CAPITOLO LX

488 Parole

CAPO LX La mattina del giovedì, dopo una pessima notte, indebolito, rotte le ossa dalle tavole, fui preso da abbondante sudore. Venne la visita. Il soprintendente non v’era: siccome quell’ora gli era incomoda, ei veniva poi alquanto più tardi. Dissi a Schiller: «Sentite come sono inzuppato di sudore; ma già mi si raffredda sulle carni; avrei bisogno subito di mutar camicia». «Non si può!» gridò con voce brutale. Ma fecemi secretamente cenno cogli occhi e colla mano. Usciti il caporale e le guardie, ei tornò a farmi un cenno nell’atto che chiudeva la porta. Poco appresso ricomparve, portandomi una delle sue camicie, lunga due volte la mia persona. «Per lei», diss’egli, «è un po’ lunga, ma or qui non ne ho altre». «Vi ringrazio, amico, ma siccome ho portato allo Spielberg un baule pie

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